Siamo altamente selettivi, forse perché, per quanto riguarda l’Ungheria, non abbiamo ancora da “fare il tifo” per anarchici, ribelli, cani Kanellos, rivolte e quant’altro. In Ungheria non c’è nemmeno una TAV piccina picciò a cui opporsi con tutta la poderosa solidarietà di cui siamo capaci a ondate alterne. E, invece, l’Ungheria è vicinissima. E’ un paese che sta mostrando scenari di cui tutti in Europa siamo passibili; e sono scenari di guerra. Sarebbe bene tenerne il debito conto, e ricordarcene almeno un po’ nel nostro antagonismo a macchia di leopardo dalla quale l’Ungheria sembra restare inspiegabilmente esclusa.